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Il gonfalone del comune

Lo stemma si compone: di tre scaglioni di rosso su fondo argento ripresi dell’ arma dei Settimo Calvello fondatori del paese sormontati da una torre che simboleggia
il casale e l’ex Statodi Fitalia nel cui territorio sorge il comune. I due mazzi di spighe richiamano all’eccellenza della produzione agricola del paese.

ESCURSIONIx

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Al Casale di Fitalia. Centro amministrativo dell’ex Stato di Fitalia. Il toponimo è di origine greco-bizantino e significa piantagione di alberi, vigna ed altro; ma dell’esistenza del casale si ha notizia soltanto nell’anno 1093. Il borgo conserva ancora la sua planimetria generale ed è caratterizzato dal baglio dove si trova l’ex palazzina dei Settimo, signori di Fitalia, da altre casette, dalla chiesetta di san Nicola risalente al XVI sec. (ridotta a rudere) e dal possente abbeveratoio costruito con grossi blocchi di pietra modellata. Di fronte al casale, su un piccolo rilievo, sono i resti di un antico “castellaccio”.

Al Pizzo Marabito e al Pizzo di Casi. Due interessanti rilievi contigui, distanti qualche chilometro dal paese, da scalare a piedi e dalle cui sommità si godono suggestivi panorami dove l’occhio può allungarsi fino al Mongibello.

Il pizzo Marabito (toponimo arabo) o Marabella è una caratteristica montagna sulla quale si tramandano varie leggende di immensi tesori custoditi nelle sue viscere. Lungo il costone si scorgono i resti di una necropoli, mentre sullo strapiombo rimangono i segni di una cava di marmo abbandonata.
Il pizzo di Casi (toponimo di incerta origine), invece, è una montagna che presenta alla sommità una spianata dove abbondano pietrame e cocci che testimoniano remoti insediamenti umani risalenti tra il VII e VI sec. a.C. e dove in epoca medievale sorgeva Hasu o Chasu, centro amministrativo della terza prebenda. Sulla cima più alta, detta pizzo Castello, peraltro, si scorgono le fondamenta di una torre d’avvistamento.

‘O puntali ri saracini. A nord-est di Campofelice in prossimità del torrente Carcilupo; è un grosso masso che presenta sulla superficie orizzontale cinque loculi, mentre un altro loculo ad arcosolio è scavato nella parte maggiormente affiorante sul frontale verticale. Tale complesso funerario per le sue caratteristiche si fa risalire alla preistoria e può essere attribuito alla prima fase dell’età del bronzo.

Alla Masseria di Carcilupo. Sita lungo lo stradale che collega Campofelice di Fitalia alla SS. 121 PA-AG., prende nome dall’ex feudo; ha probabile origine nel ‘700, ma fu molto ampliata fra l’800 e il ‘900. Il complesso rurale è costituito da due cortili acciottolati. Oggi interamente restaurata e adibita ad agriturismo.

Al Castello della Margana. Da Campofelice di Fitalia si raggiunge percorrendo la strada che conduce alla SS 121 e, quindi, dopo un paio di chilometri, uscendo per la Vicari-Prizzi e percorrendola fin poco oltre il villaggio Portella delle Croci. L’antichissima fortezza, innalzata su una rupe rocciosa isolata caratterizzata da pareti lisce, in forte pendenza, in prossimità del fiume della Margana, domina un vasto territorio e si mostra improvvisamente al visitatore come se si aprisse il sipario di una incantevole scena teatrale. Il castello sorse agli inizi del XIII ad opera dei cavalieri Teutonici, chiamati in Sicilia nel 1197. Il castello per molto tempo costituì un’ottima opera difensiva del territorio e rappresenta oggi una tra le poche testimonianze in Sicilia di architettura medievale realizzata dai cavalieri Teutonici.

Il maniero è, però, proprietà privata e non è visitabile al suo interno.
Percorrendo questo itinerario, riprendendo la strada da Portella delle Croci e proseguendo oltre si segue a vista il confine del territorio campofelicese demarcato dal fiume che assume varie denominazioni (di Vicari, Trinità e Mendola) fino a raggiungere la contrada Guddemi e da questa strada si può ritornare a Campofelice. Per quasi tutto il tragitto si può ammirare la vastità del territorio campofelicese nel continuo modificarsi del paesaggio.

Da visitare:

La Chiesa Madre dedicata a san Giuseppe, patrono di Campofelice, sita lungo il corso. Fu edificata all’inizio del 1800 con il primo nucleo di case, ma successivamente venne riedificata nel 1872. Particolarmente apprezzabile l’architettura del campanile definito nel 1927 in stile liberty. All’interno l’artistico gruppo scultoreo di san Giuseppe e Gesù Bambino.